22 DIC 2011 // Ore 20:00

VIAGGIO

Spettacolo Petico Musical Culinario

IL VIAGGIO

Voce Candelaria Romero

Fisarmonica Paolo Dal Canto

 

“Il viaggio non è iniziato/ né il cammino concluso, i saggi non hanno raggiunto l’esilio/ né gli esiliati la saggezza.”Mahmud DarwishUna festa, un tavolo accoglie gli invitati.Poesie, fisarmonica, vino, pietanze casalinghe.Seduti attorno ad un tavolo, intraprendiamo un viaggiofatto di urgenze quotidiane, di salti mortali e della fine di un mondo.

spettacolo poetico musical culinario orale tratto dalle raccolte“Poesie di fine Mondo”, edito da Lieto Colle, “s. o. s. - poesie di emergenza” e “Salto mortale”.

Spettacolo poetico musical culinario ed orale nato nel 2011, creato per essere portato in spazi raccolti, al chiuso o all’aperto. Una festa, un tavolo accoglie gli invitati tra poesie, fisarmonica, vino e pietanze casalinghe. Seduti attorno al tavolo, s’intraprende un viaggio dove la parola poetica ritorna alla sua oralità. Tra un bicchiere di vino e la voce della fisarmonica, si narrano viaggi, spostamenti urgenti e lieti tra mondi diversi. Si canta la quotidianità fatta di salti mortali e si parla di famiglia, d’amore, di sesso, corpo e sangue. Ed infine ci si prepara, poeticamente, per la fine del mondo. A dare voce ai testi l’autrice e teatrante Candelaria Romero, nata in Argentina da genitori poeti, cresciuta in Svezia, residente in Italia dal 1992. I testi sono tratti dalle raccolte “Poesie di fine Mondo”, edito da Lieto Colle e le raccolte inedite “s.o.s. – poesie di emergenza” e “Salto mortale” Fisarmonica Paolo Dal Canto.Alcuni testi

“Poesie di Fine Mondo”

Stanotte ho parlato con Dioci siamo guardati negli occhisenza preghiere né gocce di battesimoci siamo scambiati idee, paroleho chiesto del suo corponon sempre ha risposto:solo l’aria cambiava dei sospiri direzione.Abbiamo parlato di te dell’assenza del vuotodel peso della fame che non è famee poi nel momento del salutoè tornato il silenzio.Stanotte ho parlato con Diosenza chiamarlo per nomeè bastata la notteun buon bicchiere di vinoil suo rosso sanguedentro.*

Vino rossoantidoto naturaleassorbe il veleno nel sanguel’effetto danza nelle venee il fondo del caliceo della vitaappare più dolce.*

CISTI

Nell'ovaio sinistro ho una cisticresce per ogni nuova lunae quando non mi fecondi furiosa la cisti si annegae ciò che non ti ho detto affoga assieme a leiper un altro mese in silenziotra le mura del mio grembo eterno sacroin burrasca.*

STANCHEZZA CASALINGA

Il Marito spolvera spalle curve il pianofortesvuota l’umido del fegato la pattumierataglia i nervi tesi le unghie dei bambinimetti a molo mani rugose i fazzolettilava a 90 gradi il veleno sulla lingua gli asciugamanistendi gambe gonfie il bucatostira la stanchezza lenzuola stropicciatemi raccomando poitre etti di fiato nuovoun fiore per lo sguardopoi sdraiati vicino e muori assieme a me.

Dalla raccolta inedita “S.O.S. – poesie di emergenza”

ABORTO II

Un feto è morto nel ventreora aspettiamo che si produca sangue fertilenon per generarema per dare ritmo alle stagioni.

Dalla raccolta inedita “Salto mortale”

IUD

Ho aperto il mio gremboho accolto gli attrezziferro, rame, argentoper non fecondare l’utero stanco di embrioni strappatie tuchiamami terra madreora che sono un tutt’uno con i minerali terrestrie non entrare in me senza pietà.*

RITORNO AL MARE DEL NORD

Sulle sponde del Mälaren camminiamo.L’occhio appoggia i ricordi sul sentiero.Un dire pausato ci attraversa.La bocca si riempie coi giochi di ieri.Sugli alberi, dove odora la vitasi arrampicano ancora bambinie nulla si può contro il bosco,pregno,perché nostro.*

Chiedo perdonochiedo perdono per essere gusciochiedo perdonochiedo perdono perché ostruisco l’uccello fragile del mio fervorechiedo perdono per essere al passo con il tempoil tempo degli assassinidegli assalti, delle amare amarezzedegli amarcordchiedo perdonoe vorrei tornare al voloal piumaggio sotto le orme del solea becchettare la terra in festa.

________________________________________Candelaria Romero - Nata nel 1973 in Argentina da genitori poeti. A tre anni lascia l’Argentina insieme alla sua famiglia, risiede dal 1976 – 1979 in Bolivia e dal 1979 – 1992 in Svezia. A sette anni inizia la sua formazione artistica diplomandosi nel 1991 presso il Ginnasio d’Arte Drammatica di Stoccolma. Dal 1992 risiede in Italia dove produce e presenta le sue opere di teatro civile e di poesia. Cofondatrice della rivista web di letteratura della migrazione «El Ghibli», è inclusa nell’antologia Ai confini del verso. Poesia della migrazione in italiano, a cura di Mia Lecomte (Le Lettere, 2006). Ha partecipato con le sue opere teatrali e le sue poesie a convegni nazionali ed internazionali e i suoi lavori sono stati pubblicati in diverse riviste di poesia, didattica e filosofia. Ha lavorato nella produzione teatrale “Prometeo incatenato” per la regia di Claudio di Scanno – Drammateatro/Teatro Stabile d’Abruzzo. Nel dicembre 2008 vince il premio naziona¬le “Bianca Maria Pirazzoli” come migliore attrice. Nel 2010 pubblica “Poetica e teatro civile – tre monologhi per Amnesty e Survival”, raccolta drammaturgica dei suoi lavori di teatro civile, Aracne e “Poesie di fine Mondo” , raccolta poetica edita da Lieto Colle. I suoi scritti sono inseriti nel progetto “L’italiano degli altri” promosso dall’Accademia della Crusca e dal Ministero per gli Affari Esteri in Italia (Ed. Treccani). Partecipa come poeta alla Compagnia Internazionale delle Poete diretta da Mia Lecomte (Roma).

Paolo Dal Canto - Nato a Bergamo, inizia presto la sua formazione teatrale e musicale. Studia pianoforte, danza, canto, voce e tecnica del clown con maestri di fama nazionale ed internazionale. Fa parte come cantante, attore e musicista del gruppo TeatroMusica, del quale diventa in seguito regista. Lavora un breve periodo come tecnico audio - luci e poi successivamente come attore nella compagnia Erbamil. Nel 1996 fonda la compagnia teatrale Operai del Cuore della quale è tuttora regista. Fa parte dal 2008 come attore-regista-genitore della compagnia Pens-Attori. Promuove laboratori sulla tecnica del clown nelle scuole primarie. www.operaidelcuore.it

Recensioni“ La poesia di Candelaria Romero è intrisa soprattutto di cristallina passione. (…) la potremmo collocare nella temperie tutta post-moderna e in consonanza con il canone attuale della poesia – o meglio con uno dei canoni più apprezzati attualmente – che vuole un’attenzione prevalente per la semplicità, la nitidezza, il linguaggio scarno, non aggettivato, descrittivo, scevro dalla prescrizione soggettiva, in una forma completamente sciolta, narrante, antilirica e antiletteraria, insomma la poesia dei minimi termini. (…) Va infine considerato che la poesia di Candelaria Romero, che si lascia leggere con piacere come si può bere un sorso di acqua fresca sorgiva in piena estate, è una poesia che si colloca in un orizzonte ontico piuttosto che ontologico e che comunque si radica in una tradizione, quale quella latino-americana, che certamente ha una tradizione e stilemi decisamente diversi dalla nostra tradizione poetica. Non per questo non deve e non può non essere apprezzata. Tutt’altro. “Maurizio Soldini - Lieto Colle

“(…) L’impegno civile e la solida impalcatura etica si manifestano con forza in questi versi “di fine mondo”, dove si alternano l’Italia della vita e della contemporaneità: immigrati e precari, e la famiglia con marito e figli; e l’Argentina della memoria: delle vittime della dittatura, e degli amati genitori. In un alternanza in cui è sempre il lato più intimo, corporalmente femminile, addirittura domestico, a fare risuonare il dolore, a denunciare o rimpiangere, a dare voce e significato a una diaspora storica ed esistenziale piena di perdite e compromessi affettivi. Landscape e inscape dissonanti e stridenti, ma che non intaccano mai l’integrità dello sguardo poetico, e del suo dire: “Negli affreschi tutto è rimasto intatto/ là siamo ancora grandi/ come angeli.”Mia Lecomte - Le Monde diplomatique

"dolce poesia di fine mondo/ salvami/ tu che puoi" sono i versi che chiudono la poesia omonima e l'intera silloge. Versi significativi perché sottendono uno degli aspetti più importanti della poetica di Candelaria Romero. Il mondo, la realtà è sempre una minaccia, si riveste spesso di brutalità, di ferocia, di violenza e tristezza. La poesia diventa lo strumento attraverso cui è possibile rivestirla, ridonarle serenità, gioia, spensieratezza, ma specialmente bellezza.(…)”Raffaele Taddeo – El Ghibli

“Non giocano a nascondersi queste poesie di Candelaria Romero. Sono asciutte nella loro evidenza e violenza, come le dimensioni di un piccolo quadro con tutti i particolari in evidenza. Divise in quattro capitoli tematici, approdano alla metafora finale: poesia scritta a “Fin del mundo”, cartello stradale sul sentiero de los Sosa, Argentina. Che cosa chiede, dunque, l’autrice, alla poesia? Chiede non poco: e cioè la salvezza. E di quale salvezza si tratta? Forse di una forma di riscatto, almeno nelle parole, di una tragica scena dell’infanzia. Ma poi anche, nella perpetuazione della violenza subita da un popolo intero, la poesia chiede civiltà, umanità, una sensibilità ulteriore per poter dire del corpo: corpo vissuto e corpo subito; corpo privato e corpo sociale. (…) E ancora: la poesia non canta solo il dolore e la violenza. Ha le armi per cantare la vita tutta, farsi parola del mondo nel modo che può fare la poesia: e cioè “non esiste poesia per scaldare cuori”, “contemplare è compito dei poeti”.E’ un compito scrivere; con un dubbio: “Come stare in equilibrio/fra un mondo che è un mondo/e un blu infinito di poesia?”.Insomma, fuori dalle mode e dal cosmopolitismo delle grandi correnti letterarie, la poesia è varietà, flusso, canto funebre o carnascialesco, parola che non trova senso, parola senza remore o appigli. Si può fare poesia appellandosi direttamente alle urgenze della vita e preservando della scrittura, la possibilità e il rischio di esercitare la propria libertà.”Compitu re vivi - blog di Sebastiano Aglieco

Per informazioni: candero@usa.net – 3403644796 – 035571648 www.operaidelcuore.it/romero/romero.htm

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